Comune di Riposto
Sito Web: http://www.comune.riposto.ct.it
Itinerari
nel Comune di Riposto
Nel XVII secolo questa parte del litorale etneo prendeva nome
dalle due citta' feudali piu' antiche della zona, e cioe' Mascali,
feudo del Vescovo di Catania, e Calatabiano, feudo dei signori
Cruyllas; Riposto non esisteva ancora. Il suo territorio era compreso
nella Contea di Mascali, assieme agli odierni comuni di Giarre,
Santa Venerina, Milo e Sant'Alfio. Il centro abitato si sviluppo'
nel secolo successivo, e nel 1841 divenne comune autonomo.
La Contea
di Mascali, detta delle Sette Torri per il sistema di avvistamento
costituito da sette costruzioni fortificate poste sul litorale,
ne contava quattro sul territorio di Riposto: la Torre di Femminamorta
posta quasi alla foce del torrente Mangano, al confine con il
territorio di Acireale, la Torre di Archirafi in contrada Modo',
quella settecentesca di Laviefuille e quella cinquecentesca di
Archirafi, antistante la chiesa. Delle ultime due non rimane traccia,
quella di Femminamorta e' in buone condizioni, annessa ad un fabbricato
ottocentesco, mentre della torre Modo' rimane solamente qualche
rudere.
La zona di
Mascali costituiva il naturale punto di incontro fra due economie
molto vivaci nel seicento siciliano, quella capitalistica di Acireale
e quella commerciale di Messina: questa confluenza di interessi
economici nella zona mascalese porto' Riposto ad essere, con Alcamo
e Vittoria, uno dei tre empori vinicoli della Sicilia.
Nel celebre
romanzo del Verga "I Malavoglia", Riposto e' descritto
come un paese ricco e importante del litorale ionico tra Catania
e Messina: e' qui che si dirige Bastianazzo con il suo carico
di lupini, perche' li' "c'era un bastimento di Trieste a
pigliar carico".
Il commercio,
soprattutto vinicolo, porto' al sorgere di nuovi centri abitati;
e fu proprio il commercio dei vini a decretare la fortuna di Riposto:
il complesso dei magazzini, dei depositi e delle cantine che sorsero,
ad opera soprattutto di commercianti messinesi, determino' anche
il nome del sito, da riposto (ripostiglio).
Il periodo
di maggior sviluppo di Riposto risale al tardo Seicento ed al
primo Settecento: infatti il piu' antico culto religioso ripostese
e' tipicamente messinese, quello della Madonna della Lettera.
Nella zona giunsero alcuni gruppi di messinesi scampati al terremoto
del 1693, che si insediarono fondando la Chiesa della Madonna
della Lettera, nel luogo ove, forse, sorgeva un altro luogo di
culto, probabilmente paleocristiano.
Dopo che
Giarre si stacco' da Mascali, Riposto ne segui' le sorti, per
staccarsene a sua volta definitivamente nel 1841. Per la storia
antica vedere quella di Mascali, per le note vicende legate alla
"Contea".
L'economia
ripostese si e' basata, almeno sino al secondo dopoguerra, sul
commercio dei prodotti agricoli etnei, in primo luogo il vino,
e sulla pesca. Qui attraccavano i bastimenti per caricare le botti,
costruite dai molti artigiani ripostesi. Oggi il porto, ancora
incompleto, aspetta, con poche prospettive, una riconversione
in chiave turistica e diportistica.
Giungendo
da sud si incontra prima la selvaggia costa rocciosa di Praiola,
poi quella di Torre Archirafi, frazione di Riposto, che ad essa
si congiunge con un lungomare di 2 km. Nei pressi del porto di
Riposto troviamo il centro cittadino, le Chiese e la Pescheria.
Qui termina sul mare la via principale di Riposto e Giarre, Corso
Italia, perpendicolare alla costa; dopo il centro abitato inizia
la spiaggia, che continua sino alla foce del fiume Alcantara ed
a Giardini Naxos. Il territorio comunale confina con Sant'Anna,
frazione marina di Mascali ove sorgeva l'antico porto di Riposto.
Qui iniziava l'area umida della Gurna, ormai compressa in una
ristretta area fra i comuni di Mascali e Fiumefreddo.
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