Itinerari nei Comuni
di Linguaglossa e Piedimonte
IL
CENTRO STORICO DI PIEDIMONTE E LINGUAGLOSSA
LINGUAGLOSSA
E LA PINETA RAGABO
FRA
BOSCHI E COLTIVI: MONTE CRISIMO E CASE BEVACQUA
Il
Centro storico di Piedimonte e Linguaglossa
Utilizzando l'uscita autostradale di Fiumefreddo si percorre la
Statale 120 verso Randazzo, ed incontriamo Piedimonte Etneo. In
corrispondenza di uno degli ultimi tornanti, prima di arrivare
al paese, si possono vedere le
1.1 - Case Scida': e' facile individuare il tornante perche' circondato
dalle abitazioni di un piccolo borgo. Salendo a destra incontriamo
un viottolo con fondo di cemento che si diparte al centro della
curva: percorrendolo si giunge ad uno spiazzo dal quale si vedono
le Case Scida'. E' un grande complesso di costruzioni agricole
piuttosto atipico per la zona. Infatti si sviluppa lungo una cresta
orientata secondo la direttrice est - ovest. Si tratta di una
struttura produttiva destinata alla vinificazione (palmento) molto
comune nell'area, ma non con questa disposizione e queste dimensioni.
Appena giunti al paese si inizia la visita da Piazza Sant'Ignazio,
con la
1.2 - Chiesa della Madonna del Rosario: si trova nella Piazza
Sant'Ignazio, fu costruita nel '700 ed ampliata nell'800. All'interno
si puo' ammirare il dipinto detto della "Madonna delle Grazie",
di autore ignoto del XVII secolo; sullo sfondo del quadro si puo'
vedere com'era Piedimonte in quel periodo. Il 31 luglio si svolge
la festa del Santo Patrono, Sant'Ignazio di Loyola. Proseguendo
dal Corso Umberto si incontra la
1.3 - Porta San Fratello: costituita da due grossi piloni in pietra
lavica e posta a monte del vecchio centro abitato. Venne chiamata
cosi' perche' proseguendo in quella direzione si poteva proseguire
per San Fratello. comune dei Nebrodi della provincia di Messina.
Subito dopo sulla sinistra si imbocca un senso unico che conduce
alla Piazza del Convento, con la
1.4 - Chiesa dell'Immacolata annessa all'ex Convento dei Cappuccini
di Piedimonte: il complesso risale al '700 e necessita di un restauro.
Nella chiesa da notare l'altare maggiore di legno finemente intagliato,
come la custodia (similmente all'omonima Chiesa dei Cappuccini
di Linguaglossa). A questo punto si riprende la Statale 120 in
direzione Linguaglossa; poco dopo la porta San Fratello i binari
della Circumetnea incrociano per due volte la strada; poco dopo
il secondo passaggio a livello sulla destra si nota, a circa cento
metri dalla strada, una vecchia costruzione rurale:
1.5 - Casa Recanati: si tratta di una tipica residenza di campagna
con annesso palmento, purtroppo piuttosto abbandonata, anche se
sono iniziati dei lavori di ristrutturazione. In direzione della
Casa Recanati si gira a destra lasciando la Statale 120; poco
dopo si gira a sinistra, poi sulla destra e, dopo aver attraversato
il Torrente Fogliarino, di nuovo a destra: a questo punto si giunge
nella Contrada Fogliarino, dove troviamo la
1.6 - Chiesetta di San Michele: risale all'XI secolo, e si tratta
dell'unica costruzione medievale rimasta a Piedimonte. Ci troviamo
di fronte ad un rudere, tuttavia molto importante sia per la datazione
sia per la presenza di portali ogivali realizzati in pietra lavica
e bianca. Siamo di fronte al mar Jonio, su colline un tempo terrazzate
e coltivate: ora quasi tutto e' in stato di abbandono. Si torna
sulla Statale 120 e si prosegue verso Linguaglossa. Arrivati al
paese si prende la strada per Zafferana e, seguendo i segnali,
dopo 2 km si giunge alla
1.7 - Azienda Agrituristica Arrigo, tornando al paese
1.8 - Linguaglossa: poco prima del centro abitato s'incontra sulla
destra il Cimitero, ricco di cappelle e tombe di un certo valore
artistico. Prima di entrare nel centro abitato, poco dopo il Cimitero,
sulla sinistra, si puo' notare una bella residenza di campagna
caratterizzata dalle tipiche finestre ogivali. E' proprio attaccata
alla strada in corrispondenza del ponte che attraversa il Vallone
del Bue. Si entra nel paese percorrendo via Roma: dopo aver parcheggiato
nei pressi della Villa Giardino si prosegue a piedi sino a Piazza
Municipio, sulla quale si affaccia la
1.9 - Chiesa di San Francesco di Paola: da vedere l'altare e la
statua in marmo della Madonna di Loreto, del Gagini. Accanto troviamo
il Comune; seguendo via Cavour si giunge a Piazza Cappuccini,
con la
1.10 - Chiesa dell'Immacolata annessa al Convento dei Padri Cappuccini
di Linguaglossa: al suo interno troviamo una maestosa custodia
lignea, di eccellente fattura, affiancata da tre pale. Attraversando
la vicina Villa Milana si imbocca via Trieste, accedendo al
1.11 - Centro Storico di Linguaglossa: questa parte del vecchio
borgo e' caratterizzata da vie strette ed abitazioni di modesta
fattura, tuttavia interessanti per la tipologia costruttiva, che
prevedeva piccoli orti interni. Riprendendo via Trieste si ritorna
in via Roma nei pressi della
1.12 - Chiesa dell'Annunziata: da notare il portale; accanto si
trova la Pro Loco, dove si puo' visitare l'annesso Museo Etnografico,
oltre ad ottenere informazioni e depliants turistici. Si riprende
via Roma sino a Piazza Matrice, con la
1.13 - Chiesa Madre: costruita nel 1613 con la facciata che alterna
la pietra lavica nera e l'arenaria bianca. Sulle pareti interne
si apprezzano delle tele dell'800; dietro l'altare maggiore, sotto
un grande organo, spicca un pregevole coro ligneo risalente al
1728. Di fronte alla piazza, oltre la strada, c'e' un monumento
in pietra lavica dedicato alla Madonna della Pineta. Proseguendo
ci si inoltra per via Sant'Egidio nel resto del
1.14 - Centro Storico di Linguaglossa: questa parte del borgo
e' caratterizzata dalla presenza di abitazioni signorili, palazzi
che denotano le maggiori possibilita' economiche dei proprietari,
come ad esempio la Casa Scarlata, bellissimo palazzo settecentesco
con tipici portali in pietra lavica. Al piano terra troviamo le
solite strutture produttive agricole, dato che un tempo qui ci
si trovava gia' in campagna. Purtroppo la costruzione e' abbandonata
da parecchio tempo. Proseguendo si giunge ad una piazza, con la
1.15 - Chiesa di Sant'Egidio Abate: e' il Patrono del paese, che
si festeggia l'1 settembre. Di recente sono stati rinvenuti degli
affreschi, che si stanno recuperando assieme al resto della Chiesa.
Da notare l'antico portale laterale sinistro, nel cui architrave
e' scolpita una sirena che stringe due serpenti. Nella stessa
piazza si affacciano vari palazzi signorili. Infine si riprende
via Roma per tornare al punto di partenza, Villa Giardino.
Linguaglossa
e la Pineta Ragabo
I
due paesi sono maggiormente conosciuti per le attrattive naturalistiche,
dal momento che buona parte del territorio e' inclusa nel Parco
dell'Etna. Salendo da Linguaglossa per la Provinciale Mareneve
si giunge a
2.1
- Piano Provenzana, a circa 1900 m. di quota: momentaneamente
non raggiungibile a causa dell'eruzione dell'ottobre 2002. Costituisce
la base di partenza per le escursioni alle bocche del vulcano
(con i mezzi autorizzati della S.T.A.R. oppure a piedi). Qui troviamo
diversi alberghi, ristoranti, bar, rivendite di souvenir, ma soprattutto
5 ski-lift ed una bella pista per lo sci da fondo. Riscendendo
a Linguaglossa dalla Mareneve incontriamo
2.2
- Piano Pernicana: e' un pianoro incluso nella Pineta Ragabo (dall'arabo
"rahab" = bosco). Si tratta di un'ampia pineta, un tempo
molto sfruttata per l'estrazione della resina. Infatti sui tronchi
dei pini piu' grossi si possono ancora vedere le incisioni a spina
di pesce praticate per raccogliere la resina. Piano Pernicana
comprende un'area attrezzata con punti di cottura ed aree ristoro.
In fondo troviamo l'altarino della Madonnina della Pineta, presso
il quale ogni Ferragosto si celebra la Santa Messa. Poco sopra
c'e' un ristorante che dispone anche di alcune camere, come il
vicino Rifugio Brunek. Qui durante l'estate si trova un maneggio
che organizza gite a cavallo nei bellissimi dintorni. Dietro il
rifugio inizia un sentiero non percorribile con mezzi a motore,
il
2.3
- Percorso altomontano: si tratta di una pista sterrata che attraversa
a mezza costa (fra 1.500 e 1.800 m. s.l.m.) un fianco del vulcano.
Esso conduce al versante sud dell'Etna tracciando un anello incompleto:
si tratta di una pista lunga circa 35 km, di media difficolta'
e di incomparabile bellezza. Il sentiero, da affrontare con l'aiuto
di una guida, attraversa una varieta' di ambienti naturali (sciare,
boschi, dagale, etc...) che offrono un quadro della flora e della
fauna etnea. Piu' a valle di Piano Pernicana si puo' ammirare
lo
2.4
- "Zappinazzo": in dialetto il pino viene chiamato "zappino",
ed infatti lo "Zappinazzo" e' un grosso esemplare di
Pinus nigra o laricio, uno dei piu' vecchi (oltre 300 anni). Si
puo' imboccare una delle piste sterrate che scendono da Piano
Pernicana, oppure risalire lo stesso sentiero da Piano Donnavita,
il pianoro situato appena al di sotto di Piano Pernicana.
Fra
boschi e coltivi: Monte Crisimo e case Bevaqua
Salendo da Linguaglossa per la Provinciale Mareneve, dopo circa
8 km, in prossimita' di un tornante che gira a destra si notano
i cartelli che indicano il
3.1
- Demanio Monte Crisimo: nella parte alta e' stato interessato
dall'eruzione dell'ottobre 2002; qui inizia una sterrato piuttosto
sconnesso che conduce all'ingresso del Demanio. La strada e' percorribile,
sia pur lentamente, con l'auto, ma si consiglia di posteggiare
al piu' presto e proseguire a piedi. Il paesaggio offre vari spunti:
si attraversano zone un tempo coltivate e resti del bosco di querce
e castagni, ma anche sciare e torrenti il cui alveo e' costituito
da basalto lavico levigato dalle acque ("sciammuru"
in dialetto locale): dal piu' grande di questi si puo' godere
una bella vista sulla costa. Dopo circa 3 km si giunge al cancello
di ingresso al Demanio di Monte Crisimo. L'area e' recintata,
ma l'accesso e' permesso a piedi attraverso dei gradini in pietra
che permettono di superare il muro. Il Demanio e' gestito dal
Corpo Forestale Regionale, ed infatti risulta ben curato. Si passa
per un bosco ceduo di castagno arricchito da altre essenze tipiche.
Inoltrandosi lungo il sentiero che parte dal cancello si giunge
rapidamente ad un bivio che indica due diverse localita'; sulla
sinistra si puo' compiere l'escursione a
3.2
- Serra Buffa: e' un bel sentiero, prevalentemente in salita,
che conduce a questa Serra passando fra boschi inframmezzati da
colate laviche. Serra Buffa si trova a quota 1246 m., ma proseguendo
poco oltre si giungerebbe, ma il sentiero e' interrotto, alle
bocche eruttive del 1928, che seppellirono l'antico paese di Mascali.
Se invece al bivio si imbocca a destra si puo' effettuare l'escursione
a
3.3
- Serra del Re: poco dopo si giunge ad un rifugio della Forestale,
presso il quale si puo' sostare; proseguendo si sale ancora sino
a lambire il Monte Crisimo (m 1345), arrivando alla Pineta. Il
sentiero si ramifica in piu' punti ed e' difficile orientarsi,
ma salendo verso destra si arriva a Piano Pernicano, nella Pineta
Ragabo. Se invece davanti al cancello del Demanio di Monte Crisimo
si puo' proseguire per il sentiero, sempre a piedi, altrimenti
necessita un fuoristrada. Dopo poco si attraversano zone coltivate,
prevalentemente a nocciolo, ma anche a frutteti. Dapprima la strada
scende abbastanza rapidamente, poi si gira a destra (infatti il
viottolo che prosegue dritto appare poco frequentato). Si passa
per uno stretto sentiero delimitato da muretti a secco, incontrando
un fabbricato sulla destra. Quando si incrocia un sentiero in
basolato lavico si scende arrivando, fra bellissimi noccioleti,
ad un piccolo piano dove si trovano le
3.4
- Case Bevacqua: siamo poco sotto quota mille, in terreni che
un tempo erano destinati alla coltivazione della vite ed alla
produzione del vino. Le grandi costruzioni erano adibite a cantina
e palmento, ma ora si trovano in uno stato di completo abbandono:
non solo il tetto e' crollato, ma anche del resto rimangono poche
tracce, a parte i muri principali. Meglio conservati, anche se
sistemati con approssimazione, sono i fabbricati rurali posti
di fronte al complesso di trasformazione e conservazione dell'uva
in vino. Al centro dell'aia notiamo la classica cisterna per all'accumulo
dell'acqua piovana. A questo punto si puo' tornare all'auto percorrendo
a ritroso il sentiero. Se si dispone di un'altra auto da lasciare
sulla Linguaglossa-Fornazzo vicino al bivio per Vena, si puo'
scendere, incontrando altri fabbricati rurali sino alla strada.
Ci troviamo in direzione del bivio per
3.5
- Vena, frazione di Piedimonte situata ad oltre 700 m. s.l.m.
Vi troviamo il Santuario di Maria Santissima della Vena, eretto
nel XVI secolo vicino ad una sorgente, ancora esistente. Piu'
sotto c'e' l'altra frazione, Presa, ma seguendo la strada per
Linguaglossa, poco prima del paese, incontriamo la
3.6
- Cantina Valle Galfina: vi possiamo ammirare il vigneto ed il
casolare ottocentesco, sullo sfondo dell'Etna. La produzione si
basa sul Classico vino Etna D.O.C. rosso, rosato e bianco. La
localita' si chiama Piano Arrigo, come l'omonima e vicina Azienda
Agrituristica.
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